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Barbetta, che nel 2006 celebrerà il suo 100.mo Anniversario, non é solo il più antico ristorante di New York ancora di proprietà della stessa famiglia che lo ha fondato; ma é anche il più antico ristorante italiano della città e del “theatre district”. Queste caratteristiche fanno di Barbetta - fondato nel 1906 da Sebastiano Maioglio e attualmente di proprietà di sua figlia Laura - una pietra miliare tra i ristoranti della città, al punto che é stato riconosciuto Locale Storico dalla prestigiosa ed altamente selettiva Associazione “I Locali Storici d’Italia” Barbetta Restaurant - one of The Locali storici d'Italia  , il primo in America a godere di tale designazione.

Nella cucina e nell’arredamento dei suoi splendidi interni, Barbetta si ispira alla terra di origine dei suoi proprietari, il Piemonte, dove esiste, in Fubine Monferrato, la palazzina della famiglia Maioglio del ‘600 tuttora di appartenenza della figlia Laura.

 Prestigiosi pezzi d’antiquariato piemontese del ‘700 secolo sono presenti nelle sale del ristorante.  Di notevole spicco il grande lampadario della sala da pranzo, acquistato da Laura Maioglio dai proprietari di un antico palazzo di Torino già appartenuto ai Savoia nel ‘800 dimora della Contessa di Mirafiori, la “Bella Rosin”, moglie morganatica di Vittorio Emanuale II.  Altro  importante pezzo della  collezione  di  Barbetta e lo splendido   clavicembalo   firmato  Francesco  Fabbri, 1631, sistemato all’entrata:  uno strumento talmente raro che il Metropolitan Museum of Art di New York ha espresso il desiderio di poterlo avere in donazione.

É proprio il suo arredamento raffinato a fare di Barbetta il primo ristorante italiano a New York di una certa classe ed eleganza (1962), infrangendo l’opinione sino ad allora diffusa in America secondo la quale i ristoranti italiani dovevano necessariamente essere sinonimo di tovaglia a quadretti bianchi e rossi e fiaschi impagliati come centrotavola, classici delle trattorie la cui cucina rispecchiava il rustico dell’ambiente.

Analogamente, precursore della ventata di attualità che rinnova la cucina italiana in America, Barbetta é stato il primo ristorante a porre l’accento su un’elegante presentazione dei piatti e ad introdurre ricette e sapori autentici quali la Bagna Cauda e i tartufi, due protagonisti della gastronomia piemontese sconosciuta al pubblico americano di quegli anni (1962).  Gia’ nel 1973, l’indiscussa fama di Barbetta per i suoi tartufi bianchi induce il famoso grande magazzino Bloomingdale’s a chiedere al ristorante di fare una presentazione durante la quale vengono servite, ad illustri ospiti, 500 porzioni di Fonduta con tartufi bianchi.  Per poter servire regolarmente, durante la stagione, i suoi celebri piatti a base di tartufo bianco, Barbetta si rifornisce dai propri “trifolau” in Piemonte.

Nel corso degli anni, la cucina Piemontese , si é evoluta sviluppando maggior eleganza e raffinatezza abbinata alla bellezza della presentazione. La  cucina di Barbetta ha seguito questa nuova tendenza. Mentre Barbetta continua a servire i grandi piatti tradizionali Piemontesi (a volte spesso dimenticati nello stesso Piemonte), si é messo a creare nuovi piatti del tutto propri. Questi piatti hanno uno stile  distinto, fedeli al credo  di Laura Maioglio secondo il quale ogni nuovo piatto deve avere radici identificabili, un “pedigree” che si rivela nel sapore del piatto. L’evoluzione  della  cucina di Barbetta, dalla sua fondazione  nel 1906, si puo seguire attraverso il suo menu dove a fianco di ogni piatto e indicato l’anno in cui fu presentato da Barbetta la prima volta. Questo menu, che ha suscitato grande interesse,  é stato  di recente riprodotto in due importanti libri che trattano la storia della cucina (si prega consultare la pagina sulla Cucina)

Un’altro campo in cui Barbetta si distingue é quello enologico: sembra impossibile credere - oggi che la produzione vinicola italiana é cosi all’avanguardia per prestigio e popolarità in America - che nel 1962, quando Laura Maioglio prese in mano le redini di Barbetta, negli Stati Uniti veniva importato il Barolo di un solo produttore piemontese.  Per supplire a questa mancanza, Barbetta importo quindi in proprio e per molti anni il solo Barbaresco e il solo Gattinara reperibili sul mercato americano, iniziando negli anni ‘70 ad importare anche il Grignolino ed il Barbera dalle proprie tenute a Fubine Monferrato.  Uno sforzo  premiato nel 1977, quando Barbetta ricevette dall’Istituto per il Commercio Estero il primo premio per la migliore carta dei vini italiani.  Oggi, la carta dei vini di Barbetta che conta più di 1600 vini italiani ha vinto dal “Wine Spectator” imancabilmente ogni anno fin dal 1997 il prestigioso premio "Best of Award of Excellence." E nel 2005 Barbetta vince dal Wine Enthusiast il primo premio per la migliore carta del vini, the "Award of Ultimate Distinction." (si prega consultare la pagina Wines)

Nell’edizione del 30 Aprile 2002 del “Wine Spectator”, Classic New York, Barbetta é il ristorante leader nella sezione “Where to Eat” (Dove Pranzare)  e l’unico ristorante a cui é dedicata una pagina intera. Nel 2001 Barbetta é stato inserito nel Hall of Fame del “Distinguished Restaurants of North America”. Tra i massimi riconoscimenti ottenuti, Barbetta annoverà: il premio DiRoNA  ogni anno dal 1997 – 2005, il premio Insegna del Ristorante Italiano dato dal Governo Italiano nel 1996; il “Cucchiaio d’Argento 1995” offerto dalla rivista Food Arts; l’“Oscar del Successo 1989” e nello stesso anno il premio del Gruppo Giovani Imprenditori di Torino.  Barbetta ottiene inoltre  quattro  stelle dalla Guida Mobil ed una stella dalla Guida Fodor, massimo punteggio dato ad un ristorante da entrambe le guide.

Nel 1963 Barbetta si arricchisce di un nuovo, prezioso dettaglio: un incantevole giardino all’aperto, una nota davvero singolare per quegli anni a Manhattan.  Una rara oasi di verde  dove  alberi centenari, fiori, fronde ed aromi di magnolia, gelsomino, oleandro, gardenia e glicine ne fanno uno dei posti più ricercati per le cene d’estate.  È Laura stessa a sviluppare il progetto per il giardino come l’anno precedente era stata responsabile del disegno degli interni del ristorante e ne aveva personalmene curato l’arredamento.

 

 In anni recenti, il secondo piano delle palazzine private del 1874 e 1881 costruite originariamente dalla famiglia Astor e che oggi ospitano il ristorante viene restaurato da Laura Maioglio per creare delle sale da adibire a ricevimenti privati.  Il piano nobile, patrizio ed importante, vanta una sala da pranzo, una biblioteca e dei salotti, ciascuno con il camino originale, bellissime pareti di legno pregiato e decori dell’800.  Una sezione intima e ricca di fascino a disposizione per ricevimenti dalle 4 alle 100 persone. A questo piano sono  collocate una serie d’importanti stampe piemontesi facenti  parte del famoso “Teatro Sabaudo”, tutte della sua prima edizione del 1682.

 Attualmente Laura Maioglio sta pianificando l’apertura di altre due stanze private che saranno allestite con mobilio antico americano del XVIII e XIX secolo, apparteneti alla sua collezione personale.

Laura Maioglio é nata e cresciuta a New York.  Si é diplomata alla rinomata Brearley School e si é laureata magna cum laude in storia dell’arte all’Università di Bryn Mawr a Philadelphia.  Sin dalla nascita e’ sempre tornata all’antica casa di famiglia in Piemonte, trascorrendo inoltre lunghi periodi in Europa e in Italia, incluso un anno di studi all’Università di Firenze.  Lunghi soggiorni che le hanno permesso di approfondire la conoscenza del cibo e dei vini italiani.  É sposata con Günter Blobel, premio Nobel per  la Medicina  nel 1999.  Il professore Blobel è titolare della cattedra John D. Rockefeller, Jr. alla Rockefeller University di New York dove dirige il laboratorio di Biologia della Cellula. In America il professore Blobel é Accademico della National Academy of Sciences, della American Philosophical Society e della American Academy of Arts and Sciences.  In Italia e Accademico, membro tra i quattro consiglieri dell’ Accademia Pontificia delle Scienze e in Germania della “Leopoldina”.Oltre al premio Nobel, il professore Blobel ha vinto numerosi premi fra i quali, il Lasker Award, il King Faisal prize (Arabia Saudita), il Horwitz prize, il Lounsbery Award, e dal Sindaco di New York, il Mayor’s Award for Excellence in  Science.

Nel 2001 il governo tedesco conferi al professore Blobel il Grosse Bundesverdienstkruez mit Stern. Nello stesso anno fu eletto all’ Orden Pour le Merite.

Il professore Blobel ha designato l’intero ammontare del suo Premio Nobel, circa un milione di dollari, per la ricostruzione a Dresda della Frauenkirche e della Sinagoga, e per il restauro a Fubine Monferrato del suo centro storico.  Nel 1994, il Professore Blobel fondó “Friends of Dresden, Inc.”, un’organizzazione a scopo benefico che raccoglie fondi in America per la ricostruzione di Dresda, rasa al suolo durante il bombardamento del 1945.